
Può sembrare incredibile che all’interno di un settore elitario come quello dello yachting esista una nicchia minuta, esclusiva ed aristocratica, dal fascino unico. In questo anfratto si annida il restauro delle vecchie navi e la trasformazione del loro utilizzo da lavoro a diporto. Si tratta principalmente di rimorchiatori la cui costruzione risale agli anni sessanta, navi uscite dal servizio attivo ed acquistabili a cifre irrisorie. Spesso i disegni originali di queste navi sono perduti: la prima sfida per il progettista E’ la ricostruzione delle informazioni tramite i rilievi a bordo. Inizia così un’affascinante esplorazione per scoprire i doppi fondi, i depositi del carburante e dell’acqua seguendo l’intrico degli impianti tubo per tubo. (continua…)
La perla dello strame Mayfair Lady
Nascita e morte di uno sport
Anni 80′

Gli anni Ottanta hanno visto la nascita, il trionfo e l’inizio dell’agonia di uno sport che possiamo quasi considerare estinto: l’offshore. Ecco come è andata
Tutto è iniziato nel 1982 a Montecarlo, Gran Premio offshore del Principato, al via Renato Della Valle e Gianfranco Rossi con un monocarena Cuv 38’ motorizzato Mercuiser. Per i tempi è la massima espressione della motonautica d’altura, a contendergli il passo Alberto Smania con uno scafo identico, differenti gli sponsor Rothmans per Della Valle, Marlboro per Smania. Brand altisonanti per un campionato che è alla vigilia di un profondo cambio generazionale, orfano dei
campioni che l’avevano fatto grande, seppur in una ristretta cerchia di appassionati: i Cosentino, De Angelis, Niccolai, per citare i più famosi. Infatti la motonautica d’altura non aveva mai conosciuto grande notorietà e, per la verità, neppure a Montecarlo quell’anno ci furono grandi “bagni di folla”. La cavalcata solitaria della coppia Della Valle-Rossi venne seguita da uno sparuto gruppo di giornalisti e ripresa de poche televisioni. Ma il grande circo era solo all’inizio, nuovi personaggi si affacciavano alla ribalta, a cominciare dalla scuderia C&B Corse di Fabio Buzzi che annoverava al via un nugolo di scafi di classe 3 con piloti conosciuti più al mondo dei rally che non a quello motonautico: Ambrogetti, Jasson, Cambiaghi. Ma l’ingegnere di Annone Brianza stava già lavorando a un progetto ambizioso: portare in offshore l’Iveco, il marchio dei motori turbodiesel marini del Gruppo Fiat con una serie di catamarani avveniristici per l’epoca. Come se non bastasse, l’anno seguente, nella prova di Campionato italiano in programma a Venezia, Renato Della Valle porta al debutto un nuovo pilota: Angelo Spelta, imprenditore milanese. » l’inizio di una saga che vedrà tutta la famiglia Spelta protagonista: oltre ad Angelo, anche la moglie Giovanna Repossi e il figlio Damiano avranno modo di distinguersi nel decennio che ci si appresta a inaugurare. (continua…)







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