
Può sembrare incredibile che all’interno di un settore elitario come quello dello yachting esista una nicchia minuta, esclusiva ed aristocratica, dal fascino unico. In questo anfratto si annida il restauro delle vecchie navi e la trasformazione del loro utilizzo da lavoro a diporto. Si tratta principalmente di rimorchiatori la cui costruzione risale agli anni sessanta, navi uscite dal servizio attivo ed acquistabili a cifre irrisorie. Spesso i disegni originali di queste navi sono perduti: la prima sfida per il progettista E’ la ricostruzione delle informazioni tramite i rilievi a bordo. Inizia così un’affascinante esplorazione per scoprire i doppi fondi, i depositi del carburante e dell’acqua seguendo l’intrico degli impianti tubo per tubo. Si tratta sempre di navi in ferro e quelle più antiche sono addirittura chiodate anziché saldate. I vecchi rimorchiatori sono dotati di un solo motore che i Direttori di macchina hanno sempre mantenuto in condizioni perfette, anche se rintracciare i manuali é un’attività che ricorda il professor Langdon dei romanzi di Dan Brown. Sui rimorchiatori lo spazio principale era destinato alla sala macchine ed ai serbatoi mentre le cabine e le zone comuni per il personale di bordo erano anguste e spartane. Nella trasformazione in yacht é indispensabile rovesciare questa filosofia, riducendo macchina e depositi, conferendo respiro e comfort all’armatore ed ai suoi ospiti, senza dimenticare l’equipaggio il quale, nel diporto, è poco propenso allo stoicismo.
I rimorchiatori non hanno una stabilità iniziale alta: sono navi che rollano con molta dolcezza, inoltre nascono con un bordo libero a poppa molto basso ma pescano molto, il che può rendere problematico l’accesso ad alcuni porti. Queste caratteristiche devono essere in parte modificate per l’uso diportistico: nessun armatore vorrebbe che il ponte di poppa del suo yacht fosse spazzato dalle onde. Si può alleggerire la nave, diminuendone il pescaggio ed alzando il bordo libero, sostituendo le sovrastrutture originali in acciaio con altre in lega leggera. La nave risulta così allo stesso tempo leggera e più stabile. Il disegno dei ponti deve, a mio parere, mantenere intatto il sapore originale della nave da lavoro senza alterare la giustificata sensazione di potenza e sicurezza che è tipica dei rimorchiatori. La nave restaurata rimane un pezzo unico ed é destinata
ad armatori di particolare sensibilità e cultura nautica, gente che ama andare per mare anche quando c’è vento forte, la schiuma imbianca le creste delle onde e gli altri diportisti rimangono in banchina. Il costo di un restauro é paragonabile a quello della nuova costruzione di una nave di pari caratteristiche: in compenso la soddisfazione di possedere uno yacht ineguagliabile é senza prezzo.
Antonio Soccol
Fonte www.liveinmagazine.it






