Anni 80′

Gli anni Ottanta hanno visto la nascita, il trionfo e l’inizio dell’agonia di uno sport che possiamo quasi considerare estinto: l’offshore. Ecco come è andata
Tutto è iniziato nel 1982 a Montecarlo, Gran Premio offshore del Principato, al via Renato Della Valle e Gianfranco Rossi con un monocarena Cuv 38’ motorizzato Mercuiser. Per i tempi è la massima espressione della motonautica d’altura, a contendergli il passo Alberto Smania con uno scafo identico, differenti gli sponsor Rothmans per Della Valle, Marlboro per Smania. Brand altisonanti per un campionato che è alla vigilia di un profondo cambio generazionale, orfano dei
campioni che l’avevano fatto grande, seppur in una ristretta cerchia di appassionati: i Cosentino, De Angelis, Niccolai, per citare i più famosi. Infatti la motonautica d’altura non aveva mai conosciuto grande notorietà e, per la verità, neppure a Montecarlo quell’anno ci furono grandi “bagni di folla”. La cavalcata solitaria della coppia Della Valle-Rossi venne seguita da uno sparuto gruppo di giornalisti e ripresa de poche televisioni. Ma il grande circo era solo all’inizio, nuovi personaggi si affacciavano alla ribalta, a cominciare dalla scuderia C&B Corse di Fabio Buzzi che annoverava al via un nugolo di scafi di classe 3 con piloti conosciuti più al mondo dei rally che non a quello motonautico: Ambrogetti, Jasson, Cambiaghi. Ma l’ingegnere di Annone Brianza stava già lavorando a un progetto ambizioso: portare in offshore l’Iveco, il marchio dei motori turbodiesel marini del Gruppo Fiat con una serie di catamarani avveniristici per l’epoca. Come se non bastasse, l’anno seguente, nella prova di Campionato italiano in programma a Venezia, Renato Della Valle porta al debutto un nuovo pilota: Angelo Spelta, imprenditore milanese. » l’inizio di una saga che vedrà tutta la famiglia Spelta protagonista: oltre ad Angelo, anche la moglie Giovanna Repossi e il figlio Damiano avranno modo di distinguersi nel decennio che ci si appresta a inaugurare. (continua…)







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